Gone away.


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Se il calendario non recitasse: Domenica 6 Gennaio, vi direi che sembra quasi inizio Primavera. Si sta benissimo sul balcone, l’aria non è affatto fredda, il paese è silente (come al solito) e il cielo mi (ci) regala una stellata favolosa.
Un ragazzo si è tolto la vita.

Come sempre succede in queste spiacevoli occasioni tutti quanti si disperano e si interrogano sui mille perché.
“Povera famiglia”, “Sei andato in un posto migliore”, bestemmiatori frequenti si ammassano tra file di banchi di chiese fino a ieri semi-deserte.
E strette di mano e condoglianze e lacrime.

È stupido, ma mi viene in mente una scena de “Il Padrino – Parte II”, tagliando corto, Tom Hagen storico consigliere di don Vito e poi di Michael si reca in una caserma dove si trova Frankie Pentangeli, il quale sarà chiamato a testimoniare nel processo contro “la famiglia”, e parlando dei tempi andati e di Storia (Pentangeli ne è un grande appassionato) Hagen gli suggerisce di togliersi la vita per salvare l’onore e i suoi cari da morte certa.
Molti Latini illustri si sono tolti la vita, proprio per questo, evitare lo sterminio delle loro famiglie, la confisca dei loro beni e così via.
Nell’Antica Roma il suicidio era un mezzo politico. Passatemi il cinismo, il suicidio aveva senso.

Non ve ne foste accorti(basta dare un’occhiata alle “fotine” qui a destra) sono un grande appassionato di Storia e Filosofia, proprio come Pentangeli.

E il suicido mi fa saltare in mente una lettura fatta tempo fa; il “Fedone” uno dei tanti dialoghi di Platone.
Secondo Socrate, il saggio, pur desiderando staccarsi dal mondo e morire al mondo, non può fare violenza a se stesso. (ndr Socrate morirà suicida)
Questo mi manda ad una domanda, alla quale credo nessuno tra i vivi possa rispondere, forse perché esistono tante risposte quanti sono gli esseri umani; chi decide di togliersi la vita è da considerare “difettoso”, bisognoso di aiuto, oppure chi lo fa è un individuo in grado di agire in completa libertà e piena consapevolezza?

Non lo so, non lo so, forse tutte le mie chiacchiere sono inutili, forse per volersene andare via così giovani le domande da porsi sono più semplici (non per questo banali o stupide), forse certe persone andrebbero osservate in vita giorno per giorno, come pesci che sguazzano in un acquario gigantesco.
Cosa vedeva? Cosa provava?
Forse vedere i suoi amici sempre così allegri e brillanti ha cominciato a dargli la nausea, forse un amore,rimanere senza orizzonti, una realtà che consideri mediocrità, la voglia di andarsene, la voglia di cambiare, esseri cambiati e non piacersi… credo che potrei andare avanti ancora a lungo.

Forse bisogna onorare i vivi con tutte le proprie forze finché è possibile.
I morti, beh, i morti sono solamente morti da Alessandro il Grande all’ultimo dei suoi soldati, stessa polvere.

Ero partito con questi scarabocchi, per arrivare a una qualche specie di conclusione, forse una massima, forse un insegnamento, non lo so. A dirla tutta credo persino che se queste parole dovessero leggerle le persone che tra i banchi di quella chiesa c’erano o persone che certe questioni le conoscono molto meglio di me, beh credo che troverebbero tutto questo di pessimo gusto.
Da solo nella mia stanza chino e il capo e arrossisco.
Non avrebbero tutti i torti (?)

Allego canzone:

Scommetto che tu vorresti soltanto scappare.
Se vedessi veramente cosa ci sta passando per la testa.
Scometto che spianeresti la strada.
Se stesse a te decidere.
Ma non lo è!

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~ di Hooded Justice su 6 gennaio 2013.

2 Risposte to “Gone away.”

  1. Io credo che il torto più grande sarebbe quello di lasciar che ciò che è successo cada nella banalità di un fatto quotidiano ed usuale.
    Nel senso di insoddisfazione, o di ribellione o di rifiuto ad un nuovo giorno
    c’è dietro tanta sofferenza, tanta delusione e una sconvolgente certezza di alcuna altra speranza.
    Cose che per lo più ognuno ha assaggiato e provato in dosi diverse…
    Alcuni sono più fortunati di altri e trovano un “ramo” a cui appigliarsi prima che la corrente del fiume ormai in piena trascini verso il centro del vortice.

  2. I bestemmiatori si riuniscono in chiesa perché è l’unico modo per dargli l’ultimo saluto. Se non fosse così non ci entrerebbero neanche. Non è ipocrisia.

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